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DIVENTARE SCRITTRICE
Mi
è capitato di ricevere emails da persone
che vorrebbero imparare a scrivere, da aspiranti
scrittrici con un manoscritto nel proverbiale
cassetto e da scrittrici esordienti in cerca di
un editore. Non ho mai avuto la pretesa di
insegnare quello che io faccio d'istinto,
scrivere è per me uno stato mentale e raramente
mi soffermo ad esaminarne i meccanismi, tuttavia
ho pensato di raccogliere il mio pensiero e il
mio personale approccio alla scrittura in questa pagina,
e di dedicarla a coloro che, come me, hanno una
passione per le parole, e coltivano il sogno di
diventare scrittrici... |
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Quando
si parla dell'arte delle parole mi vengono sempre in mente i
buffoni di corte, i menestrelli, i cantastorie,
capaci, dietro la maschera, di impersonare gli eroi
più diversi, di raccontare di battaglie sanguinarie,
di tradimenti, di sentimenti, di amore e di pazzia...
Quello
reale e quello immaginario sono due mondi
paralleli, quasi due realtà alternative che si
sovrappongono, due espressioni di quello che siamo,
quella corporea e quella spirituale se vogliamo... e
come il corpo non può vivere senza uno spirito, anche
lo spirito ha bisogno del corpo per esprimersi, ed
essi interagiscono più di quanto noi ci accorgiamo. Io
ho imparato ad ascoltarmi, a guardarmi dentro, ad
accettare le sensazioni istintive quanto e forse al di
sopra della ragione a volte, ho imparato a non
tacitare "l'assurdità" di parlare da sola, a
dialogare con me stessa, ho iniziato a portare un po'
di fantasia nel mondo reale, e l'ho fatto con le
parole. Le parole hanno un grande potere, possono dare
materia a ciò che è invisibile, supporto a ciò che è
impalpabile. |
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Il
primo strumento è la capacità di osservazione:
di quello che ci circonda e di quello che sta
dentro di noi. Il terzo strumento è la lettura: leggere un romanzo in modo diverso, chiedendoci perchè quel brano ci ha fatto commuovere, o perchè un particolare passaggio ci ha fatto ridere. In questo modo si acquisisce consapevolezza sul potere che alcune parole o espressioni hanno, e sull'uso che di esse si può fare. |
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Premesso che se foste in grado di sapere fin
dall'inizio quali
informazioni dare immediatamente e quali invece
centellinare lungo il
percorso sareste già per metà scrittrici, anche
chi scrive da molto
tempo si pone il problema di cosa rivelare al
lettore e quando farlo,
ed è normale partire in un modo e a metà
percorso magari cambiare le
Quello che
scriviamo non è
importante quanto "come" lo
scriviamo. |
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Ritornando al discorso precedente, ovvero
distinguere tra cose importanti e superflue, qui
è d'obbligo una approfondita attenzione, perchè
le emozioni sono parte fondamentale di qualsiasi
personaggio di qualsiasi racconto.
Quando si scrive è necessario considerare che
non è possibile fare affidamento sui sensi del
lettore, ma solo sulla sua capacità di
immedesimazione e di immaginazione. Al contrario
di noi, che l'abbiamo nella testa, lui non può
vedere la scena, non può vedere le espressioni,
la gestualità dei personaggi, e a questo occorre
sopperire con le parole. |
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Come in una commedia è importante la scena, così
in un romanzo è importante l'ambientazione,
ovvero il luogo e il tempo in cui si svolge la
nostra storia e in cui si muovono in nostri
personaggi. Anche se inerte, l'ambientazione
produce un effetto fondamentale su di essi,
determina il loro imprinting, il loro modo di
comportarsi, di pensare, di agire, e
contribuisce a renderli credibili. |
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I personaggi non sono marionette che
l'autore muove
attraverso fili, ma esseri a tutto tondo, con cuore
e anima, che
parlano, si muovono, provano sensazioni ed emozioni, reagiscono come entità
indipendenti.
Mettersi nei panni dei nostri
personaggi è basilare per riuscire a renderli
più veri. Non pensiamo di essere lì
semplicemente per "raccontare" una storia, non siamo la voce fuori campo,
dobbiamo essere ognuna
delle voci che ci sono dentro il racconto, ed
essere altrettante
menti e cuori. |
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Sono una parte importante e fondamentale di un
racconto, attraverso
di essi diamo voce ai nostri personaggi.
Ma anche i dialoghi non sono qualcosa di
indipendente, si inseriscono
in precisi momenti, all'interno di una data
scena, e sono il
risultato di pensieri, emozioni, azioni.
Quando le persone reali parlano tra loro,
cambiano espressione, gesticolano, guardano in
faccia il loro interlocutore o magari distolgono
lo sguardo, o stringono i pugni se sono in
collera, o brillano loro gli occhi perché si
stanno divertendo... |
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Il
modo in cui si descrive un'azione o una scena è
molto importante
anche dal punto di vista del ritmo del racconto. |
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Credo che da qui siano passati almeno una volta
tutti coloro che
scrivono, a maggior ragione chi è agli esordi.
Anch'io mi sono industriata
a lavorare di forbici sul mio primo romanzo, e
non è stato certo facile, sia dal punto di vista
emotivo che fisico. L'editing consiste in una revisione finale, mirata a rendere più fluida la narrazione, ad eliminare giri di frase un po' arzigogolati, correggere la punteggiatura e tutti quegli errori che possono sfuggire durante la stesura. E' un'operazione fondamentale che a mio parere ogni scrittore dovrebbe fare, almeno in certa misura, da sé, e magari a distanza di qualche tempo dalla fine della stesura, poiché questo ci permette di accorgerci di errori che si rivelano assolutamente invisibili durante la lavorazione. Staccarci per un po' dalla nostra opera, prima di riprenderla in mano e correggerla, ci permette di affrontarla in modo diverso, più critico e più distaccato. |
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Bussare alle porte delle case editrici è la fase
più lunga, difficile e frustrante che un nuovo
autore si trovi ad affrontare. I piccoli editori che vivono sugli
autori esordienti chiedono cifre da capogiro per
la pubblicazione di un numero esiguo di copie e
nella stragrande maggioranza dei casi non si
danno la pena di pubblicizzare nè di distribuire
l'opera. |
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Un'alternativa all'editore tradizionale è l'autopubblicazione, oggigiorno molto popolare tra gli aspiranti scrittori e relativamente semplice grazie a siti come Lulu.com e ad associazioni tra autori. |
